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mercoledì 18 luglio 2018

Intesa San Paolo. A Palermo proselitismo esasperato provoca frattura sindacale


Fare sindacato etico è la massima aspirazione di un buon sindacalista. Però può anche accadere che talvolta si confonde il sacro con il profano.
Millantare promesse ai lavoratori con tecniche opinabili è un grave errore per rappresentante dei lavoratori.
Qualche giorno fa ci risulta,  è stato diramato dalle Rappresentanze Sindacali  Aziendali palermitane di Intesa San Paolo delle sigle FABI – FISAC/CGIL e UNISIN un comunicato sindacale.
Dal contenuto e dalla vignetta riprodotta nel volantino si nota chiaramente una polemica nei confronti di qualche sindacalista che al fine di accaparrarsi qualche delega si spinge nelle facili promesse e in assurde millanterie.
Il non citato sindacalista, secondo quanto scritto nel comunicato sindacale, arriva al culmine quando in presenza del collega adescato prende in mano il telefonino facendo percepire a chi gli sta di fronte di parlare con qualche vertice aziendale o col Capo del Personale.
Questo comportamento che prelude alla ricerca di nuove deleghe a discapito di altre sigle ha causato la dura presa di posizione di FABI – FISAC e UNISIN che rappresentano la stragrande maggioranza degli iscritti in Intesa San Paolo.
Nella vignetta contenuta nel comunicato si prende spunto dal film “Totò truffa” e della famosa vendita della Fontana di Trevi. La vignetta sindacale fa apparire un personaggio con la testa del Grande Totò che afferma di chiamarsi Trevi e di voler omaggiare la propria fontana al bancario se firma la delega per l’iscrizione al proprio sindacato.
Molti dipendenti di Intesa San Paolo si chiedono: Ma chi è questo Trevi? E sono alla ricerca spasmodica del millantatore che quanto prima riapparirà e chiederà a qualche probabile proselito: Dimmi di cosa hai bisogno.

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