Radio Reporter 98

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giovedì 23 agosto 2018

A Palermo i cittadini danno fiducia all’operato dei poliziotti per l’uso dello spray urticante

In merito al presunto uso improprio dello spray urticante in dotazione alle forze dell’ordine, contestato all’equipaggio di una volante della Polizia di Stato ed inerente all'arresto di un extracomunitario avvenuto nella giornata di mercoledì 22 agosto  a Palermo, in via Maqueda.
Ne parliamo con Pasquale Guaglianone, Segretario generale Provinciale del sindacato di polizia Ugl-LeS (l’unica voce dell’Ugl nella Polizia di Stato). “Differentemente da qualche politico, noi diamo fiducia in primis all’operato della Polizia e poi se vi sarà qualche provvedimento da parte della Magistratura, allora, e solo allora contesteremo l’operato.  Stiamo comunque parlando di un soggetto, estremamente violento e agitato, che è stato bloccato dagli agenti delle volanti in un bar che aveva appena tentato di rapinare minacciando gestori e clienti con una bottiglia rotta. Come da procedura è stato immobilizzato dagli agenti e consegnato all’ufficio stranieri in quanto privo di documenti.” 
Da dove nasce tutto questo clamore: “il tutto parte da un video estrapolato ad arte e fuori contesto e ripreso da alcuni testate giornalistiche con conseguente rimbalzo sui social, con titoli critici verso l'operato degli agenti, accusandoli di aver abusato della propria autorità. Ma proprio dai social si alza una forte approvazione nell’operato dei tutori della legge. Riteniamo comunque ingiusto utilizzare l’operato dei poliziotti come strumento di battaglia politica pro o contro il governo in carica.”
In merito alla vicenda vi è stato anche un chiarimento della Questura: “il soggetto in questione dopo l’arresto, danneggiava la volante durante il trasporto e si rifiutava di essere segnalato dando in escandescenza. Devastava persino l’ufficio. L’utilizzo dello spray urticante è stato necessario per evitare che l’arrestato mettesse in pericolo se stesso e gli agenti. A riprova di ciò, per il soggetto è stato necessario il ricovero in ospedale per essere sedato.”
Ha poi concluso Guaglianone: “alla luce di quanto accaduto, riteniamo intollerabile l'atteggiamento di alcuni esponenti politici che si sono affrettati a condannare l'accaduto bollandolo come una palese violazione dei diritti della persona. La classe politica, proprio per il ruolo che ricopre all'interno della società dovrebbe quanto meno attendere la conclusione delle indagini interne prima di stabilire responsabilità ed eventuali abusi. Da questo punto di vista i poliziotti hanno sempre risposto delle proprie azioni senza alcuna indulgenza.”

domenica 19 agosto 2018

Radio Reporter dedica uno special alla regina del Soul, Aretha Franklin

La nota e storica emittente radiofonica di Palermo, Radio Reporter, in occasione della ripresa della programmazione in agenda per lunedì 20 agosto, dedicherà con la sua rubrica d'approfondimento "Speciale Reporter", curata dal Giornalista Filippo Virzì, uno special interamente rivolto alla regina del Soul, dopo la sua recente scomparsa, intitolato semplicemente, "Tributo Aretha Franklin".
Lo special andrà in onda in onda subito dopo i notiziari radio regionali "Reporter Flash", delle ore 10,00 di venerdì 24 agosto, e di sabato 25 agosto, dalla frequenza cittadina in FM 98,100 per Palermo e la provincia, in streaming in tutto il mondo e in mobilità scaricando l'applicativo gratuito dallo smartphone o dal tablet.
Il tributo ad Aretha Franklin sarà anche disponibile in formato podcast sulla pagina ufficiale Facebook di Radio Reporter.

martedì 24 luglio 2018

Ricostituita a Palermo dopo 25 anni di assenza l’Associazione Nazionale dell’Arma di Fanteria


A Palermo presso la Caserma Ruggero Settimo dopo tre 25 anni di assenza si è ricostituita l’Associazione Nazionale dell’Arma di Fanteria, l’Associazione ha l’obiettivo di creare un gruppo coeso pronto a sposare i principi dello statuto.
Il Presidente per Palermo è il Primo Luogotenente di Fanteria Vincenzo Maria Maniaci.
Ma ecco per voi un breve cenno sull’Arma di Fanteria: 
L’Arma di Fanteria si compone di cinque specialità e più precisamente: Granatieri, Bersaglieri, Alpini, Paracadutisti e Lagunari. 
La storia della Fanteria italiana coincide, sostanzialmente, con la storia dell’Esercito Italiano. 
E non può essere diversamente se la Fanteria è chiamata la “Regina delle Battaglie”. 



Caratteristiche e Finalità dell’Associazione:

L’Associazione Nazionale del Fante è apolitica e apartitica, senza fini di lucro. 
Essa ha carattere esclusivamente patriottico, morale e culturale. 
Le sue finalità principali sono: l’amore e la fedeltà alla Patria, la glorificazione dei Fanti caduti nell’adempimento del dovere, perpetuandone la memoria, l’esaltazione delle glorie dell’Arma, il rafforzamento dei vincoli di fratellanza e di solidarietà fra tutti i Fanti, in congedo e in servizio, l’assistenza ai Soci, la collaborazione con le altre Associazioni d’Arma, la promozione e la partecipazione ad attività di volontariato per il conseguimento di obiettivi assistenziali - sociali - culturali - sportivi - umanitari e, infine, anche ludici. 

- I Soci dell’Associazione Nazionale del Fante si distinguono nelle categorie di: 

EFFETTIVI Sono i militari in congedo e in servizio dell’Arma di Fanteria e relative Specialità e sono coloro che, anche se di altra Arma - Servizio o Corpo Armato dello Stato - vi abbiano prestato o vi prestino servizio in “posizione organica”; 


PATRONESSE Sono la componente femminile, non militare, di supporto e collaborazione con gli Organi dell’ Associazione. 


Possono farne parte Signore che dimostrino attaccamento al Sodalizio, di cui condividono anche operativamente le finalità; 


AMICI DEL FANTE Sono coloro che simpatizzano per l’Associazione ma che, non essendo Fanti, mancano dei requisiti di servizio richiesti per farne parte come Soci effettivi. 


L'Arma "Regina delle Battaglie", la Fanteria, con migliaia di soldati durante gli immani conflitti bellici del XIX e XX secolo che dedicarono la vita alla libertà ed alla indipendenza della Patria: molti non tornarono. 
Ad essi, il nostro sempre commosso e deferente omaggio. 
Particolarmente memoriamo i combattenti di Fanteria della prima guerra mondiale, la "Grande Guerra", di cui molte migliaia, la maggioranza, provenivano dalla nostra terra di Sicilia: dalle pietraie del Carso, dall'Isonzo, dal Piave, dalle montagne del nord est i Fanti d'Italia sono ancora vivi e gridano: Presente! Non muore mai chi ha il ricordo dei propri cari. 
Nella seconda guerra mondiale, più truce e feroce, molti altri fanti combatterono e perirono: tra essi ci è caro ricordare i "grandi" della Milizia Territoriale, oltre ai reggimenti di stanza in Africa, nei Balcani, in terra metropolitana. Anche fra loro, molti non tornarono. Chi tornò rimase con l'animo "segnato" per tutta la vita, nel bene e nel male. 
Noi siamo cresciuti nel ricordo dei Fanti e non dimentichiamo che il terzo Capo dello Stato dell'Italia unita, il Re Soldato Vittorio Emanuele III, scelse di militare in Fanteria, contrariamente alla tradizione sabauda, fante tra i fanti nelle giogaie del conflitto 1915-18. Anche la Repubblica Italiana ha onorato l'Arma di Fanteria nei suoi settanta anni di vita: missioni militari di pace in paesi esteri come nel territorio metropolitano per la difesa dei cittadini, lo dimostrano. Diversi sono stati i Presidenti della Repubblica vicini alla Fanteria che vollero il rilancio della propaganda patriottica. 

Chi fosse interessato ad iscriversi, può farlo inviando una mail ad: assofantepalermo@gmail.com oppure tramite il numero ‪3601002424 (anche con WhatsApp). 
I soci saranno autorizzati a fregiarsi con lo stemma identificativo dell’Arma e potranno indossare durante le manifestazioni istituzionali i capi indicati nello statuto. 
La Sezione AssoFante di Palermo, tra l'altro, svolgerà per gli associati attività di consulenza per la eventuale concessione della “Carta Esercito”, direttamente al Ministero, usufruendo così della possibilità di accedere e godere di numerosi vantaggi presso Circoli e strutture militari di tutta Italia. 

lunedì 23 luglio 2018

Padel Tennis mania, anche Palermo protagonista del nuovo fenomeno sportivo


Anche a Palermo esplode il Padel Tennis.
Dal Messico alla Spagna e finalmente anche in Italia, esplode il Padel tennis. 
La città di Palermo ha accolto con molto entusiasmo la nuova evoluzione del tennis, sono già numerose le strutture che accolgono i nuovi entusiasti fans del Padel. 
Quindi un’esplosione di popolarità e consensi anche nel capoluogo regionale dove sono già presenti svariate strutture e ne sono in corso di apertura di altre, nonostante l’Italia sia arrivata più tardi rispetto ai Paesi dell’area latina. 
Il padel quindi sta acquisendo una sua specificità, respingendo con fermezza l’etichetta di sport in miniatura. 
È aggregazione, perché si deve giocare almeno in quattro. È divertimento pronto all’uso, perché non ha bisogno di tutta la preparazione necessaria per giocare a tennis. 
Ma proviamo a spiegare com’è nato il Padel tennis. 
Il Paddle è uno sport nato dall’assenza di spazio, per l’errore di valutazione di un ricco cittadino Messicano che avrebbe voluto un campo da tennis, ma aveva calcolato male lo spazio a disposizione. 
Nel 1969 il Messicano Enrique Corcuera, volendo costruire un campo di paddle tennis in casa sua ed essendoci dei muri proprio a ridosso dello spazio disponibile per tracciare il campo, concepì l’idea di considerare i muri come parte integrante del campo di gioco stesso. 
Corcuera poi regolamentò il nuovo gioco e lo chiamò Padel tennis. 
Qualche tempo dopo, Corcuera invitò a giocare a casa sua ad un amico spagnolo, il nobile Alfonso Hohenloe, il quale si entusiasmò a tal punto che al suo rientro a Marbella (1974) si fece costruire un campo nel suo circolo sportivo (Marbella Club). 
Curiosamente, dopo questo primo passo fatto da un messicano ed uno spagnolo, questa disciplina ha avuto la sua prima grande espansione in Argentina. 
A Marbella, infatti, erano soprattutto gli argentini a giocare, molti di loro tornarono in patria per diffondere il Padel. In pochi anni, in Argentina giocavano milioni di persone perché essendo uno sport facile e divertente furono costruiti molti campi pubblici. 
Parallelamente agli Argentini, la Spagna diventava il secondo paese nel diffondere alla grande questo sport sebbene (a differenza dell’Argentina) qui era uno sport d’elite introdotto nei famosi club di tennis e golf di Marbella, Málaga, Madrid, Barcellona, Galizia ed altre importanti città del paese. Veniva organizzato qualche circuito privato, a cui prendevano parte coloro che facevano parte delle classi alte. 
Il 25 luglio 1991 viene costituita a Madrid la Federazione Internazionale di Padel, di cui viene nominato lo spagnolo Julio Alegría Artiach come primo presidente. Fu il primo grande passo per organizzare un primo circuito internazionale basato su vero regolamento de gioco. 

In Italia la Federazione Italiana Gioco Paddle / Padel (F.I.G.P.) nacque nel Febbraio del 1991. A promuovere la nascita della Federazione furono alcune Associazioni Sportive di Bologna e dintorni, e fin dall’inizio la scelta fu quella di strutturare la F.I.G.P. in accordo con quelli che erano i regolamenti del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (C.O.N.I.). 

La presentazione ufficiale del Padel avvenne quando, nel maggio del 1991, venne realizzato un campo di esibizione durante la manifestazione dello Sport Show, presso la Fiera di Bologna. Su questo campo si svolsero incontri fra le rappresentative di Spagna, Argentina ed Italia. 

Il Paddle è un gioco divertente e amichevole, che può essere praticato da persone di diversa età, sesso, condizioni tecniche e fisiche e, soprattutto, richiede una spesa minima, quindi accessibile davvero a chiunque. 

È una disciplina vantaggiosa per tutti gli sportivi: può essere un motivo di divertimento e può essere anche semplicemente un’occasione di incontro e di “ritrovo”; può diventare nello stesso tempo una valida attività motoria senza movimenti aggressivi per tenersi in forma; può essere un’attività praticata da tutta la famiglia; può essere gratificante in termini di risultati sportivi. 

– Le regole sono di base quelle del tennis; 

– La racchetta è una “pagaia” solida e forata per essere più leggera, lunga non più di 45,50 centimetri; 

– Le palle, secondo la consistenza e le dimensioni approvate dalla FIGP, sono le stesse del tennis; 

– Gioco di doppio, ha un punteggio uguale a quello del tennis; 

– Le due metà campo sono divise da una rete; 

– Il giocatore che serve è in posizione diagonalmente opposta all’area di battuta dell’avversario e deve far rimbalzare la palla sul pavimento prima di colpirla; 

– La palla non può toccare al volo le pareti del campo avversario, la maglia metallica, né può rimbalzare due volte sul pavimento; 

– I giocatori possono respingerla di “volèe” e hanno anche la possibilità di colpire le pareti del proprio campo e far sì che questa dopo passi sopra della rete verso il campo avversario. 

Nel Padel, il punto si effettua quando la palla va a toccare al volo le pareti del campo avversario, la maglia metallica e rimbalzi due volte sul pavimento oppure quando, spinta da un giocatore, rimbalzi correttamente sul campo avversario e poi, oltrepassati i limiti del campo, colpisca qualche elemento o oggetto estraneo o rimbalzi due volte sul campo avversario. 

mercoledì 18 luglio 2018

Intesa San Paolo. A Palermo proselitismo esasperato provoca frattura sindacale


Fare sindacato etico è la massima aspirazione di un buon sindacalista. Però può anche accadere che talvolta si confonde il sacro con il profano.
Millantare promesse ai lavoratori con tecniche opinabili è un grave errore per rappresentante dei lavoratori.
Qualche giorno fa ci risulta,  è stato diramato dalle Rappresentanze Sindacali  Aziendali palermitane di Intesa San Paolo delle sigle FABI – FISAC/CGIL e UNISIN un comunicato sindacale.
Dal contenuto e dalla vignetta riprodotta nel volantino si nota chiaramente una polemica nei confronti di qualche sindacalista che al fine di accaparrarsi qualche delega si spinge nelle facili promesse e in assurde millanterie.
Il non citato sindacalista, secondo quanto scritto nel comunicato sindacale, arriva al culmine quando in presenza del collega adescato prende in mano il telefonino facendo percepire a chi gli sta di fronte di parlare con qualche vertice aziendale o col Capo del Personale.
Questo comportamento che prelude alla ricerca di nuove deleghe a discapito di altre sigle ha causato la dura presa di posizione di FABI – FISAC e UNISIN che rappresentano la stragrande maggioranza degli iscritti in Intesa San Paolo.
Nella vignetta contenuta nel comunicato si prende spunto dal film “Totò truffa” e della famosa vendita della Fontana di Trevi. La vignetta sindacale fa apparire un personaggio con la testa del Grande Totò che afferma di chiamarsi Trevi e di voler omaggiare la propria fontana al bancario se firma la delega per l’iscrizione al proprio sindacato.
Molti dipendenti di Intesa San Paolo si chiedono: Ma chi è questo Trevi? E sono alla ricerca spasmodica del millantatore che quanto prima riapparirà e chiederà a qualche probabile proselito: Dimmi di cosa hai bisogno.